° CA.MA.DI. | Capitani Marittimi d'Italia

Costa CONCORDIA

Torre del Greco, 29 nov 2014

Sabato 14 novembre u.s. è stato diffuso dalla Rete 3 nazionale, nella trasmissione “Report”, un documento che analizzava gli eventi capitati nella tragedia della nave “Concordia”.
A noi è apparso come il “Festival” delle corbellerie e non un autentico percorso di fatti e responsabilità.
Tra le tante si processa il Comandante, intontito dal panico, e non una pletora di soccorritori che a nostro giudizio ha fatto meno del minimo specialmente quando il Capo ha preso posizioni devastanti nei confronti di Schettino al quale era venuto meno il coraggio ed ancor più la forza di comando marinaro che da tanti, assieme alla superbia, gli viene riconosciuta.
E’ possibile ignorare che il soccorso di quella notte era incomprensibilmente gestito da una persona impazzita, per le cose dette e che i media lo hanno trasformato in “eroe” !!!
Ma pensiamo veramente che la cosa si mette a tacere, condannando il Comandante e facendo riscuotere agli “armatori” ed alle vittime, con tutto il rispetto dovuto per queste ultime, il “premio assicurativo” previsto per “incuria e negligenza di bordo”, per chiudere la vicenda ?
Che ruolo ha avuto la “operatività” della Capitaneria di Porto famosa per le più grandi tragedie degli ultimi 50 anni.
Non ci permettiamo di far trasognare l’influenza degli effetti mediatici che la vicenda ha richiamato ma intendiamo apportare il nostro contributo alla luce di vicenda vissuta di persona. Ipotizziamo di scrivere dall’inizio tutta la vicenda:

ANALISI

La Costa Concordia percorreva rotta nord-ovest, essendo la stessa partita da qualche ora dal porto di Civitavecchia, pertanto a dritta aveva la terra ferma ed a sinistra il mare. Considerato che da lì a poco avrebbero voluto fare il rito “turistico”, che tutte le navi fanno, del “saluto”, alla velocità, così chiamata di “crociera” e cioè tra quella minima e quella massima, di 15 nodi, si dovevano trovare sul ponte di comando ed a prora via della nave dalle 23 alle 25 persone inclusi i due Comandanti, mentre nelle centrali di macchina dovevano trovarsi dalle 20 alle 30 persone compresi il capo macchina, il Direttore di macchina e tre/sei elettricisti con il loro capo.
Ai servizi turistici ed all’emergenza nave dai 300 ai 400 addetti (piccoli di camera, camerieri di ogni classe, camerieri interpreti, comuni, pompieri e mozzi) oltre ad un diecina tra Commissari, Medici ed Infermieri.
L’unica cosa da stabilire si riferisce ai vari gradi di colpevolezza dove il Comandante, da Codice, può essere il primo colpevole.
Ma come ha risposto il resto del personale vigilante nei confronti della responsabilità della sicurezza in mare ???
Il Comandante in seconda, l’Ufficiale di guardia in plancia, il marinaio timoniere, i marinai di vedetta, il Direttore di macchina, il Capo Macchina coi suoi ufficiali, che facevano parte anche dell’emergenza nave, gli elettricisti, per i generatori di emergenza che non funzionarono, i pompieri e le centinaia di addetti ai servizi emergenziali.
Che ruolo hanno avuto, di fatto, tutte queste figure e chi fossero in particolare tutti quelli di comodo del caporalato straniero ( visti i 1.120 stranieri rispetto agli 80 italiani ) ?.
Siamo proprio certi che il Comandante non dovesse mettersi ripetutamente in contatto con la società proprietaria della nave ?.
Era proprio il caso di mostrare Schettino ammanettato quale rappresentante dell’Italia e dello Stato Civile ?.
Qual’é l’inchiesta amministrativa della Direzione Marittima competente ?.
Che tipo di soccorso è stato mai prestato dall’Ufficiale che comandava i Servizi Operativi della Direzione Marittima, visto che questi non poteva mai essere il Comandante sostitutivo in quanto il Codice prevede, per questo, la scala gerarchica di bordo ?
Poteva, secondo noi, apportare maggiori servizi al comando della Concordia affiancando il Comandante e non rivolgendosi a quest’ultimo in modo “bizantino” dicendo le cose che ha detto, in contrapposizione al Codice e che ha ascoltato il mondo intero, umiliando la nostra classe di Ufficiali.

Pensando di compiere un gesto eroico, si è dimostrato inadeguato rispetto al grado di tragedia che si stava consumando.

Questo è il nostro modesto pensiero.

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