° CA.MA.DI. | Capitani Marittimi d'Italia

Accademia del mare - Conferenza nel 2011

Sinora ci siamo occupati di presentare le due Accademie, la primaria di Genova e la sussidiaria di Torre del Greco ora proveremo a capire i motivi che hanno portato a tali insediamenti.

Anche noi, con alcune perplessità abbiamo provato a chiederci, ma senza risposta alcuna, perché Genova e non Napoli ?

Non ci viene in mente molto se non la vaga impressione di fare a tutti i costi qualcosa col pubblico danaro messo a disposizione dalla Comunità Europea.

Prendiamo in esame i percorsi di due allievi maturati dallo stesso I.T.N.S .

Il primo si iscrive all’Accademia del Mare per perfezionare le sue conoscenze apprese al Nautico; fa in essa un percorso di due anni di frequenza alternando lo studio in classe al lavoro a bordo.

In tal modo l’allievo ufficiale alterna, nel biennio lo studio al lavoro ogni quattro mesi, così che dopo cinque alternanze ha compiuto un anno di studio perfezionato da un anno d’imbarco sulle navi.

Al termine di tale biennio, per aver compiuto 12 mesi di navigazione sulle navi, può accedere ad esami, non più per il titolo professionale (abrogato col D.M.30-11-2007) ma per la qualifica di Ufficiale di navigazione che gli consente di imbarcare da 3° Ufficiale.

Il secondo allievo, trova un “armatore compiacente” che lo imbarca, questi direttamente, dopo 12 mesi di navigazione può sostenere alla pari del precedente l’esame per la qualifica di Ufficiale di navigazione che gli consente di imbarcare, come il precedente, da 3° Ufficiale.

La differenza sta nel fatto che il primo allievo ha impiegato due anni per compiere il percorso di un anno mentre il secondo allievo no, con l’aggravante che il primo ha dovuto rinunciare a parte dei compensi maturati col lavoro di apprendista a bordo (circa il 40% in meno del contratto nazionale) e l’altro ha percepito l’intero salario previsto dal C.C.N.L.

Ma se la rinata e moderna accademia è finanziata dalla Comunità Europea, perché il corsista deve contribuire, per il suo mantenimento alla formazione, con la detrazione salariale del 40% ?

Noi abbiamo individuato in tali primarie ragioni, e non solo, le cause del fallimento dell’Accademia di Torre del Greco e siamo anche convinti che l’Accademia genovese è distante dagli attuali interessi della cultura marinara.

Molti altri sono i dubbi che ci assalgono e questa volta riguardano il tipo di docenze e gli stessi docenti istruttori nell’Accademia.

Se il Nautico non è più capace di fornire allievi ufficiali alla nostra marineria, secondo le discussioni che ascoltiamo dai dibattiti dove vi partecipano anche gli “armatori”, perché lo Stato non ha provveduto a rafforzare l’insegnamento in tali Istituti Tecnici ?

Esiste una conflittualità tra nautici ed accademici ?

Per tutti gli altri istituti tecnici, oggi trasformati in licei, non ci sono noti altre istituzioni accademiche che professionalizzano i ragionieri, i geometri, i periti agrari, i periti elettrotecnici, i periti elettronici, i periti informatici etc.etc….

Tantissimi altri motivi porterebbero a far riflettere sulla bontà dell’iniziativa, comprese le frequenti ed inopportune spese che il Comune di Torre del Greco fa senza criterio ed anche senza denaro, come si nota per il finanziamento alle attività dell’Accademia col prelievo di 30 milioni di euro dai fondi speciali di riserva, deliberati il 27 ottobre scorso con l’atto n. 523.

Noi seguiremo con la massima diligenza l’evolversi di tale iniziativa, per noi strana ed immotivata.

Nella prima riunione utile del nostro Consiglio Direttivo sarà discusso l’argomento e le eventuali iniziative da intraprendere proponendole in una conferenza pubblica da tenersi in città.

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