° CA.MA.DI. | Capitani Marittimi d'Italia

Considerazioni sulla “Accademia del Mare“

Intanto cominciamo col dire che, l’asse dell’investimento sulle attività dl mare e sull’armatoria, da oltre 15 anni, si è spostato dal nord al sud d’Italia.

La maggior parte dei cantieri e delle officine specializzate per il lavoro sulle navi presenti in Liguria ed in Veneto, hanno chiuso o si sono trasformate a causa dei costi di operatività e quindi hanno dato disco verde, prima ai vicini greci e turchi e poi alle aziende cantieristiche asiatiche.

Recentemente, si sono realizzati interessi cantieristici anche nelle nascenti economie delle nazioni dell’est europeo, da poco svincolate dal comunismo come, Finlandia, Estonia, Lettonia, Bulgaria, etc.

Tuttavia l’Italia, nel suo nuovo mondo armatoriale nazionale, ha concentrato tutti i propri interessi al sud.

La premessa appare doverosa per presentare, a chi ne vorrà capire di più, una immagine moderna ma realistica dell’attuale momento marinaro nazionale.

In tale considerazione viene spontaneo chiedersi del perché a distanza di quasi 120 anni riappaiono due Accademie del mare, come allora fondate, una a Genova e l’altra a Napoli ?

I nostri predecessori, che utilizzavano risorse economiche nazionali, dopo qualche anno di tale sperimentazione, unirono le due “fondate” in una unica Accademia la cui gestione fu affidata alla Marina Militare e la cui sede finale, fu unificata a Livorno.

Ancora oggi questa, è motivo di orgoglio nazionale e di prestigio internazionale. Ma allora erano anche altri tempi!!

A distanza di tanti anni, quantunque l’Accademia di Livorno continua a forgiare Ufficiali per la Marina Nazionale e per le Marine Internazionali, rinasce la voglia di insediare, alla stregua del passato, due Accademie; una a Genova prima e l’altra a Torre del Greco quest’anno.

Mentre le due antiche Accademie Mercantili servirono a farne una Militare queste due moderne a cosa dovranno servire ?

E’ evidente la mancanza di un progetto chiaro che faccia comprendere chi sono i gestori, quali i finanziatori ed ancora quali i fruitori.

A nostro parere sembra un gran pasticcio.

Intanto dopo aver riflettuto sulla deliberazione della Giunta Municipale di Torre del Greco che abbiamo pubblicato integralmente la volta scorsa (atto n. 523 del 27.10.10) proveremo a riportare le nostre considerazioni agli interrogativi posti, a partire dalle prossime pubblicazioni.

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